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domenica 18 gennaio 2009

Familiari caregivers

Mi spiace non esser più entrata a seguire il mio blog.
Oggi volevo porre l'attenzione su un punto importante dell'assistenza all'anziano: i familiari caregivers. Con il termine caregiver si indica la persona che si prende cura di un soggetto in difficoltà perché non autosufficiente.
Il familiare caregiver si trova in una situazione che genera veri e propri sentimenti di “intrappolamento” poiché è senza scelta, in quanto non è stata assunta liberamente e costituisce un ruolo aggiuntivo. E con questo si trova ad affrontare la sfida di un nuovo ruolo che non erano affatto preparati ad assumere.
L’assistenza a un familiare malato richiede un impegno molto intenso e soggetto a variazioni nel corso del tempo. Nelle persone deboli che non riescono a far fronte alla nuova situazione il nuovo ruolo di familiare caregiver può comportare una seria di problemi: ansia, depressione, abbassamento delle risposte immunitarie e comportamenti dannosi per la propria salute.
I dati sottolineano che il caregiving sia prevalentemente svolto dalle donne che, di conseguenza, si devono confrontare con la faticosa gestione della “molteplicità dei ruoli”. L’interazione fra questi ruoli è causa di stress e può considerarsi causa dell’abbassamento generale del benessere soggettivo.
Gli operatori che lavorano a contatto con i caregivers devono considerarle come un punto di riferimento molto importante, in quanto possono fornire informazioni utili per un progetto congruo con le esigenze dell'anziano.
I familiari caregivers non sono solo fonte di informazioni ma possono anche essere coinvolti nel progetto per farli sentire utili e apprezzati,in quanto uno dei maggiori pensieri negativi che possono affligere queste persone é la colpa dell'aver istituzionalizzato un proprio caro.
A volte però può capitare che siano, anzichè una risorsa, un ostacolo al lavoro dell'équipe curante, avendo delle critiche a volte inopportune da fare nei riguardi degli operatori, avendo esigenze a volte incompatibili col grande carico di lavoro che operatori, medici, infermieri e assistenti sociali hanno...
Sta all'équipe in base alle osservazioni rinvenute capire se il familiare caregiver può essere o meno un ulteriore punto di forza nel progetto individualizzato destinato all'anziano.

martedì 4 novembre 2008

Ricordi....

Oggi leggendo un libro per la tesi intitolato "La figura dell'educatore nelle strutture per anziani" mi ha ricordato il mio tirocinio presso il Centro Servizi Anziani di Adria dove la figura dell'educatore sanitario per legge è prevista in una struttura per anziani ma non è vista di buon occhio dalle altre figure professionali come ad esempio gli infermieri o gli operatori che mi chiedevano sempre che ruolo avevo in concreto nel rapporto con l'utente e dal loro punto di vista la mia figura era quasi superflua. Tutto ciò mi aveva lasciato molte perplessità sul mio ruolo. Ma quando ho dovuto preparare un progetto per una signora affetta da depressione il mio lavoro si è perfettamente integrato con le altre professioni presenti nel centro e i risultati che son riuscita ad ottenere con questa signora mi han fatto ricredere.

Penso che per chi vuole seguire la strada per diventae educatore deve esser preparato a ricevere molte porte in faccia ma non abbattersi per questo, perchè la nostra figura è poco conosciuta nel mondo del lavoro e sta a noi farla emergere.