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martedì 3 febbraio 2009

Scheda S.V.A.M.A.

Uno strumento utile all'équipe, per decidere le azioni opportune da compiere nel lavoro con gli anziani, è la scheda S.VA.M.A. ("Scheda per la Valutazione Multidimensionale dell'Anziano"), che analizza tutti gli aspetti della vita dell'anziano: salute, autosufficienza, rapporti sociali, situazione economica.
La valutazione viene effettuata dai diversi componenti della Unità Operativa Interna (U.O.I.) supportati da professionisti esperti in settori specifici.
La scheda S.V.A.M.A. è composta da 4 sezioni che valutano un aspetto della persona presa in carico:
  1. Cartella S.VA.M.A. contiene quadri per la raccolta - registrazione dei dati identificativi della persona, della valutazione del potenziale residuo, della valutazione dell'efficacia della rete sociale, del profilo dell'autonomia e del verbale della UOI.
    È utilizzata per formulare il parere, congiuntamente espresso dalla UOI, relativamente ad alcuni aspetti funzionali e sociali; per riassumere i giudizi valutativi espressi dai singoli professionisti e per registrare il progetto assistenziale formulato.
    È compilata al momento della riunione della UOI.
  2. Valutazione Sanitaria contiene i quadri per l'anamnesi clinico - farmacologica, per la registrazione di specifiche condizioni che richiedono assistenza infermieristica, per l'analisi del sensorio e comunicazione e l'elenco delle principali patologie potenzialmente causa di disabilità.
    È compilata dal Medico di Medicina Generale, ovvero dal Medico curante che successivamente la presenta in sede di UOI.
  3. Valutazione Cognitiva e Funzionale contiene la scala di valutazione cognitiva SPMSQ, la scala di valutazione della situazione funzionale (Barthel) distinta in ADL e IADL, la scala di Exton Smith per la valutazione del rischio di decubiti o di quelli eventualmente esistenti.
    È compilata dall'operatore responsabile del nucleo in cui è stato inserito l'anziano.
  4. Valutazione Sociale contiene spazi per la raccolta di informazioni sull'attivazione della domanda, sulle persone coinvolte nell'assistenza, sulle situazioni abitativa, socio-ambientale ed economica.
    È compilata da un Assistente Sociale che successivamente la presenta in sede di UOI.

Questo strumento non è solo utile per i professionisti che sono implicati nella sua compilazione, come medici, infermieri, operatori, assistenti sociali, psicologi, o fisioterapisti, ma molto utile all'educatore professionale per poter creare, per anziani autosufficienti e non, un intervento individualizzato e globale. Gli anziani sono soggetti deboli e spesso costretti ad una condizione di difficoltà alimentata da fattori diversi. Nasce così la necessità di creare un assistenza che affronti i problemi in modo strutturato sulla base delle osservazioni di ogni specialista in modo da agire su tutti i fattori debilitanti della singola persona e non tralasciarne altri, e riuscire a recuperare, dove possibile, le abilità perse o rinforzare quelle residue al fine di realizzare nell'anziano una maggiore autonomia.

sabato 24 gennaio 2009

Il lavoro di équipe

Quando un anziano entra in casa di riposo viene valutato da professionisti diversi e quindi secondo approcci diversi.
Il fisioterapista valuterà la mobilità, il medico la salute, il logopedista se ha problemi di linguaggio, l'infermiere la cura da seguire, l'educatore valuterà come utilizzare al meglio le abilità residue per incrementarle e per, se possibile, acquisirne di nuove.
Quindi il prendersi cura di una persona, specialmente se anziana, implica un approccio globale e unitario alla persona.
Tutti questi professionisti non possono, allora, lavorare ognuno per loro conto senza pensare che si sta lavorando per un'unica persona, per cui è necessario e utile lavorare in équipe.
Scopo dell'équipe diventa così, la valutazione della condizione del bisogno, l’individuazione dei risultati di salute desiderabili, la scelta del programma attivabile per raggiungere tali risultati, fino ad arrivare alla valutazione e al controllo degli effettivi risultati prodotti, in rapporto ai risultati attesi.
Non si lavora solo sui bisogni espressi dalla persona ma soprattutto su quelli inespressi che possono essere rilevati solo tramite l'osservazione della persona nel nuovo ambiente in cui si trova a vivere.
Una volta accertato il bisogno, si deve compiere un passo molto importante, definire il risultato proponibile e raggiungibile, indicando il programma assistenziale praticabile.
Per fare ciò bisogna considerare il contesto di vita fortemente connesso con i bisogni della persona nella fase di formazione della domanda di aiuto e in quella riservata all’elaborazione di una risposta adeguata.
Tale atteggiamento riguarda tutte le figure che partecipano alla valutazione. In quanto la collaborazione tra figure professionali diverse è indispensabile per mantenere l’orientamento verso gli obiettivi da perseguire e i risultati da raggiungere.
Perché un lavoro di équipe funzioni al meglio bisogna alimentare i sistemi di comunicazione interna, che garantisce le aperture e le flessibilità necessarie a mantenere il sistema orientato verso i risultati.

martedì 4 novembre 2008

Ricordi....

Oggi leggendo un libro per la tesi intitolato "La figura dell'educatore nelle strutture per anziani" mi ha ricordato il mio tirocinio presso il Centro Servizi Anziani di Adria dove la figura dell'educatore sanitario per legge è prevista in una struttura per anziani ma non è vista di buon occhio dalle altre figure professionali come ad esempio gli infermieri o gli operatori che mi chiedevano sempre che ruolo avevo in concreto nel rapporto con l'utente e dal loro punto di vista la mia figura era quasi superflua. Tutto ciò mi aveva lasciato molte perplessità sul mio ruolo. Ma quando ho dovuto preparare un progetto per una signora affetta da depressione il mio lavoro si è perfettamente integrato con le altre professioni presenti nel centro e i risultati che son riuscita ad ottenere con questa signora mi han fatto ricredere.

Penso che per chi vuole seguire la strada per diventae educatore deve esser preparato a ricevere molte porte in faccia ma non abbattersi per questo, perchè la nostra figura è poco conosciuta nel mondo del lavoro e sta a noi farla emergere.